Aumentare del 30% il tasso di apertura della newsletter

Aumentare del 30% il tasso di apertura della newsletter

Da sempre su questo blog ho parlato dell’importanza della segmentazione e della personalizzazione delle newsletter. Due elementi in grado di determinare il successo o l’insuccesso di una campagna.

Ho sempre affrontato la tematica da un punto di vista abbastanza teorico, oggi invece vorrei raccontarvi una storia vera, vissuta in prima persona.

E’ la storia di una piccola agenzia di viaggi specializzata in proposte legate al turismo sportivo. Nel corso degli anni il titolare ha raccolto una grande quantità di indirizzi email di associazioni e società sportive che ha sempre utilizzato (con buoni risultati) per veicolare le sue proposte di soggiorno e attività.

 

Cosa stavamo facendo

Fino al mese scorso veniva inviata una newsletter unica a tutti i contatti. La newsletter proponeva i servizi dedicati alle società sportive, presentava le strutture ricettive e gli impianti disponibili nelle zone proposte.

Newsletter generale non segmentata

L’oggetto del messaggio è sempre stato molto semplice e diretto:

Ritiri per società e associazioni sportive

 

Cosa abbiamo migliorato

Anche se i risultati di questi invii sono sempre stati abbastanza buoni per il tipo di comunicazione, abbiamo deciso di provare a migliorarne le performance.

Il primo passo è stato quello di eseguire una profonda analisi dei contatti. Un lavoro lungo e delicato, che ci ha consentito di suddividere l’elenco in 8 elenchi più piccoli divisi per tipologia di attività sportiva (judo, calcio, pallavolo, etc…).

Il secondo passo è stato quello di creare 8 differenti messaggi con foto e servizi personalizzati per ogni tipo di attività sportiva, cercando di creare un’offerta ad hoc per ogni disciplina sportiva. Di seguito l’esempio per il tennis:

Newsletter personalizzata per il segmento

 

Anche l’oggetto è stato contestualizzato e, nel caso in esempio, è stato così modificato:

Speciale Tennis: ritiri, stage e campus a nome città

 

Cosa abbiamo ottenuto

Visto il tempo e le energie dedicate a questo tipo di lavoro speravamo di ottenere un minimo miglioramento delle performance della newsletter. E invece… abbiamo ottenuto risultati sopra ogni più rosea aspettativa:

  1. Aperture + 31,03%
  2. CTR + 18,26%
  3. Clic + 10,90%
  4. CTR + 18,26%
  5. Disiscritti – 59,11%
  6. Abusi – 57,46%

 

Cosa abbiamo concluso

Quello che con la teoria ho sempre sostenuto, ha trovato una conferma anche nella pratica. La storia di questa agenzia di viaggi dimostra come la segmentazione sia ormai fondamentale in ogni strategia di email marketing.

Riuscire a individuare i segmenti all’interno del nostro archivio di contatti e creare dei messaggi ad hoc per ognuno di essi ci aiuta a mantenere viva l’attenzione degli utenti verso le nostre iniziative.

E’ anche importante sottolineare che oltre all’incremento importante in termini di aperture e click, la segmentazione ha prodotto effetti notevoli anche in termini di riduzione delle richieste di cancellazione e delle segnalazione di abusi. Siamo riusciti ad essere in linea con le aspettative dei nostri utenti e loro ci hanno premiato.

 

Voi che esperienze avete con la segmentazione e la personalizzazione dei messaggi? Condividetele nei commenti, potrebbe nascere una discussione interessante.

Alessandro Binello

Nasco SEO, mi appassiono di email marketing e oggi sono project manager presso Time2marketing. Mi occupo di visibilità online e strategie di email marketing. Su social network e forum mi trovate anche con il mio nick name storico “Trimball”.
Nel tempo libero amo viaggiare… nel mondo reale ;)

3 Commenti

Pier

Chi sono2 mesi ago

La cura e la qualità del lavoro come sempre paga, analizzare i contatti e le loro esigenze è fondamentale per realizzare una newsletter che funzioni.

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anna

Chi sono3 anni ago

complimenti per il post volevo farti una domanda, io ho iniziato da poco seguire il mondo dell'e-mail marketing. Volevo un consiglio il form per la richiesta di iscrizioni alla newsletter mi consigli di utilizzare quella dl programma (mailchimp) oppure ne crearne uno mio?- Grazie in anticipo della risposta e complimenti per il tuo blog. Anna

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Alessandro Binello

Chi sono3 anni ago

Ciao Anna, dipende cosa devi fare con i dati. Se ad esempio le iscrizioni devono popolare database differenti (gestionali, CRM, etc.) oltre alla piattaforma di gestione delle newsletter ti conviene fare una form tua e gestire i dati come meglio credi. Allo stesso modo se ti vuoi tenere una copia di backup degli iscritti. Se invece non hai esigenze articolari puoi utilizzare tranquillamente il modulo di iscrizione fornito da Mailchimp, non ci sono contro indicazioni di sorta.

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