I contenuti personalizzati

Uno degli argomenti che più mi affascinano nell’ambito dell’email marketing e della fidelizzazione, sono le piattaforme che permettono la gestione automatica dei contenuti sulla base degli interessi dimostrati dall’utente.

Queste piattaforme gestiscono la creazione dinamica del contenuto della newsletter sulla base delle preferenze, esplicite o implicite, dimostrate dall’utente all’atto dell’iscrizione al servizio.

Ipotizzando di essere iscritto alla newsletter di un quotidiano online e di ricevere ogni giorno le notizie di cronaca, sport ed economia, una piattaforma come quelle in oggetto, è in grado di fornirmi per primo l’argomento per me più interessante.

Nel momento in cui ricevo un mesaggio che è esattamente quello che voglio ricevere, trovo appagamento nel servizio che ho sottoscritto. Questo appagamento, per chi invia la newsletter, vale oro: difficilmente infatti un lettore pienamente soddisfatto deciderà di cancellarsi dalla lista.

L’attenzione ai contenuti è fondamentale, a mio avviso, nell’ottica della fidelizzazione perchè consente di stabilire un rapporto di fiducia tra editore e lettore, un rapporto che, se curtato bene, può durare molto a lungo con enormi benefici per entrambi.

Alessandro Binello

Nasco SEO, mi appassiono di email marketing e oggi sono project manager presso Time2marketing. Mi occupo di visibilità online e strategie di email marketing. Su social network e forum mi trovate anche con il mio nick name storico "Trimball". Nel tempo libero amo viaggiare... nel mondo reale ;)

3 Commenti

alberto@primapagina.it

Chi sono12 anni ago

Come al solito gli argomenti trattati sono interessanti e stimolanti.
A proposito di strumenti automatici di gestione del contenuto delle newsletter, sto iniziando ora a operare con uno di questi favolosi strumenti online che permettono di gestire tutte le fasi per le comunicazioni targhettizzate.
La potenzialità è enorme, ma anche l'eterogeneità dei destinatari lo è. E questo genera un problema secondario che spesso spaventa il cliente che deve fornire i contenuti: la mole di contenuti necessari cresce parecchio perché non è più sufficiente creare 4 o 5 articoli, ma bisogna averne 4 o 5 per gruppo di interesse.

Una grande azienda che opera nell'IT spesso offre diverse linee di prodotti, a diversi livelli.
Il rischio che si corre è quello di dare vita a newsletter povere e spesso il cliene preferisce limitare la porzione di newsletter 'dedicata', inserendo molti articoli con ampio spettro.

Questo limita in parte l'efficacia, sicuramente. Ma dobbiamo considerare che le aziende non hanno più grossi budget per il marketing e la targhettizzazione costa parecchio.

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Alessandro

Chi sono12 anni ago

Ciao Eugenio,

grazie per il tuo intervento, mi fa onore avere un commento da un personaggio noto del settore ;)

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Eugenio La Mesa

Chi sono12 anni ago

Alessandro,
in base alla mia esperienza confermo l'efficacia di quanto dici nel tuo post.
Una volta avuto il consenso della persona a inviargli una email newsletter, è fondamentale avere contenuti che siano di interesse, altrimenti la persona non li legge e prima o poi si cancella.

Se si invia sempre lo stesso contenuto a tutti si fa quello che o chiamo lo 'spamming consensuale', perche' c'e' il consenso preventivo, ma invio contenuti non interessanti (e quindi per l'utente e' come se ricevesse spamming e la sua soglia di attenzione si abbassa).

Un classico esempio è un sito di una compagnia aerea che offre offerte last minute; immagina che io vivo a Roma, mi iscrivo alla newlsetter e ogni settimana ricevo i last minute in partenza da Milano, poi da Torino, poi da Venezia ma quasi mai da Roma.

E' invece più efficace inviare a me solo i last minute in partenza da Roma.

Molti dei nostri clienti inviano email differenziate a seconda del target.

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