Ancora in crescita la pubblicità online

La relazione trimestrale di IAB America in collaborazione con PricewaterhouseCoopers ha rilevato per il terzo trimestre dell’anno un incremento degli investimenti pubblicitari online pari al 33,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e del 4,7 rispetto al trimestre precedente del 2005.

A farla da padrone sono ancora gli annunci sponsorizzati (pay per click e keyword advertising) che raccolgono il 60% degli investimenti totali. In crescita i rich media che si stanno lentamente avvicinando al 10%.

Speriamo che il traino del mercato americano possa influenzare anche gli investimenti in Italia, ancora troppo vincolati dalle paura dei piccoli investitori verso questo mezzo di comunicazione.

Le PMI e il web marketing

Qualche giorno fa ho pubblicato un articolo sul sito web della mia azienda che parlava del rapporto tra le PMI e il web marketing. In questo articolo, che riprende una ricerca fatta in America, emerge che il 22% delle piccole imprese americane dichiara di sviluppare tra il 75% e il 100% delle proprie attività di marketing direttamente online.

In questi giorni ho pensato spesso a questo articolo e alle PMI nostrane. Le piccole e medie imprese italiane dimostrano la stessa attenzione?

Da quello che mi è dato osservare nella mia realtà, le PMI hanno una sostanziale paura ad investire nella pubblicità online. Sono molto restie a fare il passo verso internet. Questo non vuol dire che non siano interessate o incuriosite dal mezzo. Le richieste e i contatti commerciali ci sono quotidianamente, ma è quando si arriva al dunque che sorgono dubbi e preoccupazioni. Preoccupazioni che, il più delle volte, nascono da una scarsa conoscenza di internet e delle sue reali potenzialità.

Il lato positivo della medaglia è dato dalle imprese che hanno il coraggio di affrontare il passo: la soddisfazione che traggono dalle campagne di web marketing è tale che, non solo rinnovano i servizi di anno in anno, ma chiedono nuove soluzioni e pianificano nuovi investimenti. Se da un lato questo mi rende fiero del lavoro che faccio, dall’altro mi fa ben sperare che le aziende che fino ad ora sono rimaste fuori dai giochi, vedendo che la concorrenza si muove, si scrollino di dosso dubbi e perplessità e comincino a considerare internet come un vero e proprio media, al pari di televisioni, radio e stampa.

Il passaparola che funziona

Giusto ieri leggevo su eMarketer e su alcuni siti italiani di alcune indagini che fanno emergere come per le aziende americane il passaparola sia uno degli strumenti di marketing più efficaci in assoluto.

Ovviamente questa non è di per sè una scoperta geniale, ma geniale è l’attività che ho trovato segnalata in un post su IMLog, uno dei miei blog preferiti, che parla di una società americana che ha fatto del passaparola una vera e propria fonte di business.

Il sistema è molto semplice, questa società raccoglie, da una parte le aziende che vogliono farsi pubblicità con il passaparola e dall’altra volontari disposti a valutare i prodotti e i servizi offerti dalle aziende.
L'”editore” può scegliere da un apposito pannello di controllo di valutare, tra le campagne attive, solo quelle che realmente lo interessano. Una volta scelta la campagna in qualche giorno riceve a casa un campione del prodotto e una serie di istruzioni e attività da compiere.
Completate le attività ritorna al pannello di controllo ed inserisce un report che viene valutato dallo staff dell’agenzia.
L'”editore” guadagna ad ogni report dei punti che potrà utilizzare per ottenere dei premi.
Il sito in oggetto è BzzAgent e sicuramente troverete maggiori informazioni direttamente sulle pagine web, visto che io non ho molta dimestichezza con l’inglese e con le traduzioni.. :(

L’idea è semplice e geniale, l’unico dubbio che rimane è il rischio di incontrare qualche “editore” particolarmente “severo” che possa influire negativamente sull’immagine della società.
Tuttavia, a giudicare dai clienti attuali dell’agenzia, pare che questo sia un rischio assolutamente secondario rispetto ai vantaggi.

L’acquisizione dei clienti

Internet è uno straordinario mezzo che consente di entrare in contatto con un pubblico estremamente ampio, che comprende anche nuovi e possibili clienti per ogni azienda. Riuscire a raggiungere ed acquisire questi clienti rappresenta l’obbiettivo principale delle attività di web marketing e pubblicità online.

L’acquisizione dei clienti tramite internet è un processo che richiede molta attenzione e cura dei particolari, a partire dal sito web che sarà oggetto della promozione. Il sito deve essere ben strutturato, di facile navigazione, accattivante nella grafica e nei contenuti. Il sito deve invogliare il cliente che lo vede a entrare in contatto con la tua azienda, in modo da trasformare la sua visita in conversione e la conversione in acquisizione.

Un buon sito web non è però sufficiente se non viene visto. Nell’ottica dell’acquisizione è quindi necessario pianificare strategie di marketing e promozione online. Queste strategie comprendono diverse attività tra le quali:

  1. Posizionamento organico nei motori di ricerca
    Il posizionamento organico consiste nel far apparire tra i primi risultati di ricerca un sito web per determinate parole chiave. Questa strategia prevede l’ottimizzazione del sito e l’inserimento di contenuti specifici, relativi alle parole chiave che si intendono promuovere. La presenza nei motori di ricerca ti mette in contatto con nuovi clienti nel momento stesso in cui cercano i tuoi prodotti o servizi. E’ una strategia di medio-lungo periodo.
  2. Posizionamento nei motori di ricerca tramite keyword advertising
    Il keyword advertising è una forma di promozione tramite link sponsorizzati che appaiono solo per ricerche con specifiche parole chiave. Il pagamento avviene solo se l’annuncio viene cliccato. Anche in questo caso la presenza nei motori di ricerca ti mette in contatto con nuovi clienti nel momento stesso in cui cercano i tuoi prodotti o servizi E’ una strategia di breve-periodo.
  3. Email marketing
    L’email marketing comprende una serie di attività basate su comunicazioni via email. L’email marketing ha valore soprattutto come mezzo di fidelizzazione, ma, se usato correttamente, può essere anche un ottimo mezzo per l’acquisizione dei clienti.
  4. Blog aziendali
    Il blog è una forma relativamente nuova di comunicazione in internet. Sono nati come strumenti per condividere idee ed esperienze, ma si stanno trasformando anche in importati mezzi che le aziende utilizzano per comunicare con i clienti. I blog da personali diventano aziendali, con chiari scopi di acquisizione e fidelizzazione.
  5. Feed Rss
    Anche i feed rss sono uno strumento nuovo di comunicazione che permettono la distribuzione di contenuti sul web. Come nel caso dei blog, il corretto utilizzo di questi strumenti può portare ad acquisire nuovi clienti e fidelizzare quelli già acquisiti.
  6. Banner advertising
    I banner hanno valenza prettamente di immagine e promozione del brand, quindi sono adatti per promozioni specifiche, incentrate sul marchio aziendale.

Una volta creato il sito, data adeguata visibilità online, si rende necessario analizzare i risultati per valutare o meno il raggiungimento ultimo di tutta la strategia: l’acquisizione del cliente. Queste analisi sono essenziali per capire il successo o meno del progetto e delle strategie e per correggere eventuali errori commessi.

Matt Cutts e il suo ruolo

Inauguro questo mio spazio con una mia considerazione su Matt Cutts, che mi è stata ispirata da un 3D aperto sul forum di Giorgiotave.

Matt Cutts è un ingegnere che lavora per Google e che utilizza il suo blog per comunicare con il mondo, fornendo spesso consigli e indicazioni sulle novità che riguardano Google stesso.

Ho pensato a Cutts spesso e credo che sia un ottimo strumento di marketing. Tutti sembrano pendere dalle sue labbra: alzi la mano chi di voi, leggendo sul suo blog di un aggiornamento su un datacenter particolare, non è andato immediatamente a provare le sue key e verificare i posizionamenti.

Mantiene viva l’attenzione di un’utenza molto tecnica verso google, ne fa parlare, alimenta dubbi e discussioni, dice e non dice. Ad esempio in un ultimo post ha detto di evitare gli stili per nascondere i testi, facendo pensare che google sia in grado di rilevarli, ma a quanto pare non è così. Però qualcuno, magari nel dubbio, ha cominciato a togliere i div nascosti.

Potrebbe essere visto come uno strumento di “controspionaggio” (passatemi il termine romanzesco ). D’altra parte, google è sempre stato molto geloso delle sue cose e credo che mal tollererebbe una gola profonda al suo interno. Non so..ho l’idea che, come dice marlog, fornisca qualche spunto di riflessione, ma nulla di più.. forse è lui il vero filtro antispam di google