Siamo tutti vittime di Google

Oggi ho avuto la conferma (ne avevo già avute milioni in passato, ndr) che il mondo SEO sia completamente in balia di Google.

Caso 1.
Apparsa la notizia che Google stesse facendo dei test sulla sua versione bielorussa facendo comparire gli annunci adwords in home page, la comunità SEO internazionale si è scatenata con articoli, commenti, post su forum e blog. Sfortunatamente per tutti noi era una bufala. I test non sono test e il dominio utilizzato non è di Google. A smascherare il trucco ci ha pensato Danny Sullivan e, per la comunità italiana, l’utente Ferro9 del forum di Html.it.

Caso 2.
Da qualche giorno Google sta facendo degli update ai suoi indici e le ricerche variano sensibilmente da un momento all’altro, comportamento dovuto al tipico sfasamento dei data center in fase di aggiornamento. Anche in questo caso ipotesi, commenti e qualche lacrima non si sprecano nei forum di settore.

Sono triste
Da SEO (che paroloni oggi..) mi sento davvero triste a sapere che la mia esistenza e il mio lavoro dipendono solo ed esclusivamente da un motore di ricerca. Da SEO non posso che sperare che le nuove iniziative di Microsoft nel campo della ricerca e le evoluzioni di Yahoo! portino, prima o poi, un po’ di sana concorrenza in un mercato troppo monopolistico.

Siete tristi anche voi? ;)

Opt-in e Opt-out: un po’ di chiarezza

Spesso parlando di newsletter e email marketing si sentono nominare termini come single opt-in, notified opt-in, double opt-in e opt-out, come strumenti per prevenire lo spam ed essere in regola con le normative sulla privacy. Per chi non è avvezzo a questi termini di seguito tenterò di spiegare le principali differenze tra le varie tipologie di modelli per la gestione delle autorizzazioni all’invio di newsletter.

Opt-Out
L’email marketing basato sull’opt-out prevede che il destinatario riceva le newsletter fino a quando non dichiari in modo esplicito di non voler ricevere più messaggi dalla lista. Se il destinatario non esprime questo volere, continuerà a ricevere le email. Le implicazioni i questo modello sono riscontrabili nei tassi di apertura e click delle campagne che si assestano, solitamente, su valori molto bassi.

Single Opt-In
L’email marketing basato sul single Opt-In prevede un’iscrizione ad una lista, quindi un consenso esplicito del destinatario a ricevere comunicazioni via email o newsletter. Questa dichiarazione eplicita avviene solitamente tramite una form di registrazione su un sito web o richiedendo l’iscrizione via email. Questo modello garantisce una maggiore sicurezza rispetto al modello opt-out, ma presenta anche alcuni limiti:

  1. Il modello single opt-in non prevede la verifica dell’indirizzi del destinatario, quindi è possibile che qualcuno si iscriva alla lista utilizzando un indirizzo email di terze persone senza l’autorizzazione di queste;
  2. Per lo stesso motivo è possibile che, in seguito ad errori di battitura, venga inserito nella lista un indirizzo non corretto.

Solitamente i tassi di risposta alle email inviate sulla base del modello opt-in sono superiori rispetto a quelli ottenuti con un approccio opt-ut, ma ancora inferiori a quelli ottenuti tramite il double opt-in

Notified Opt-in
Il modello notified opt-in è molto simile al modello single-opt-in e spesso viene confuso con questo. La differenza tra i due modelli risiede nel fatto che, dopo l’iscrizione, il destinatario riceve una comunicazione con la possibilità di cancellarsi dalla lista. Se il destinatario non procede alla richiesta di cancellazione, rimarrà inserito nella lista fino a quando non deciderà di richiedere la cancellazione.

Double Opt-in
Il modello double opt-in, detto anche “confirmed opt-in” garantisce un livello di sicurezza maggiore, richiedendo non solo l’iscrizione, ma anche la conferma a tale iscrizione tramite una successiva email di notifica. Questo significa che solo il reale proprietario dell’indirizzo email che viene iscritto alla lista potrà confermare l’iscrizione. In questo modo vengono eliminati i problemi riscontrabili con i modelli single opt-in dovuti alle iscrizioni fasulle o di indirizzi errati. Ad oggi questo modello rappresenta lo standard nella creazione e nella gestione di liste di contatti in quanto è il metodo più sicuro e corretto per gestire le relazioni dirette con gli iscritti ad una lista.

Dal mio personale punto di vista scegliere il modo corretto per gestire le iscrizione alle proprie mailing list è fondamentale nella determinazione del successo o meno delle successive campagne di email marketing. Questo perchè è nel momento dell’iscrizione che si crea il primo contatto tra noi e i nostri lettori/utenti. Se questo primo contatto avviene nel modo giusto, il lettore acquisterà fiducia e sarà più propenso a ricevere e leggere le nostre email.

Buon Natale

Prima di tuffarmi in un fine settimana ricco di mangiate e bevute, volevo fare i miei più sentiti auguri per un felice Natale a tutti voi e ringraziarvi per l’attenzione che state dedicando a questo mio blog.

Tranquilli, non vi abbandonerò in questi giorni, per adesso non ci sono ferie, sarò quindi sempre presente per quanti vorranno continuare a seguirmi.

Email Marketing: un piccolo consiglio

Utilizzare al meglio gli spazi offerti dalla finestra di anteprima dei client di posta consente di incrementare i tassi di apertura e lettura delle email da parte dei destinatari.

Gli utenti che hanno l’anteprima del messaggio abilitata valutano dagli elementi in essa contenuti la rilevanza o meno del messaggio. Catturare subito l’attenzione dell’utente è fondamentale per mantenere il suo interesse vero il resto dell’email.

Bisogna saper sfruttare questo spazio per convincere il lettore che il contenuto è interessante, rilevante e fornire delle valide motivazioni per fargli leggere anche il resto del messaggio. In pochi secondi il lettore deciderà se continuare nella lettura o cestinare il messaggio, bisogna quindi sfruttare al massimo questo tempo.

In testa la messaggio è consigliabile inserire sempre:

  1. Il nome della newsletter o mailing list;
  2. Nome e logo aziendale;
  3. Numero della pubblicazione;
  4. Data;
  5. Sommario dei contenuti;
  6. Titolo rilevante;
  7. Il link al sito web.

Se il sommario è breve (ed è consigliabile che lo sia) si possono inserire dei brevi richiami all’articolo, avendo cura che la lettura possa proseguire in pochi click. E’ inoltre fondamentale non inserire oggetti nel sommario che non siano facilmente reperibili all’interno dell’email.

E’ anche possibile inserire, in testa all’email, degli inviti a compiere delle azioni (“call to action”) inserendo elementi grafici cliccabili che portano a offerte speciali o approfondimenti.

E’ molto importante testare ciò che appare nel riquadro di anteprima con quanti più client di posta possibili per verificare che quanto appare sia in linea con quello che vogliamo che appaia.

Da evitare assolutamente

I testi molto lunghi e poco chiari che trasmettono una sensazione di pesantezza e sicuramente scoraggiano la lettura;

I contenuti e le pubblicità di terze parti che trasmettono una sensazione troppo commerciale dell’emai;

Una promozione esagerata dei propri prodotti o servizi in quanto solitamente i destinatari di newsletter e email amano ricevere pubblicità, ma soprattutto contenuti rilevanti ed interessanti. E’ quindi necessario trovare il giusto equilibrio tra informazione e promozione.

La potenza è nulla senza il controllo

Oggi sono entrato come sempre su Libero per controllare una delle mie caselle di posta. Con immensa tristezza non ho trovato nessuna email ad attendermi, ma in compenso ho trovato uno spunto per questo post.

Entrando mi sono trovato la locandina pubblicitaria di Letizia Moratti sindaco a Milano (io sono di Padova, ndr), mentre uscendo mi è stato proposta un’assicurazione auto studiata apposta per me (peccato non essere donna).

Mi sono chiesto come sia possibile che un portale come Libero, che gestisce milioni di profili di utenti, non sia in grado di garantire ai propri inserzionisti dei servizi di pubblicità targettizzate sulla base di una profilazione della propria utenza.

I vantaggi dell’esposizione mirata sulla base dei profili porterebbe enormi vantaggi sia agli inserzionisti, che avrebbero dei ritorni maggiori dalle campagne pubblicitarie, sia per l’editore, che sfrutterebbe meglio gli spazi a disposizione e riuscirebbe a gestire un numero maggiore di inserzioni.

Sarebbe da riflettere sul perchè di questa disattenzione verso la profilazione da parte di grandi realtà del panorama internet. Aspetto i vostri commenti, perchè io non riesco a venirne fuori da solo.. ;)