Rendiamo leggibili le e-mail in html

Inviando e-mail in formato html è possibile che il messaggio inviato non venga visualizzato correttamente. Lo stesso codice che nel browser appare perfetto, potrebbe essere completamente illeggibile se visto con i client di posta.

Essere sicuri della corretta formattazione di una e-mail in html non è facile perché non esistono standard universali per l’html nella posta elettronica. Alcuni accorgimenti possono però essere utili per rendere il più compatibile possibile il nostro messaggio.

Non essere classista
Il primo accorgimento è quello di evitare i fogli di stile. Per formattare il testo è consigliabile utilizzare stili in linea o i tag html. Anche se i fogli di stile ci permettono soluzioni grafiche migliori, spesso vengono ignorati dai client di posta o dalle web mail tipo hotmail, compromettendo in tal modo l’aspetto del messaggio.

Il background è importante
Utilizzare colori e immagini di sfondo può essere rischioso perché spesso non vengono correttamente visualizzati. Il problema è evidente soprattutto quando ad un colore di sfondo viene associato il colore del testo sopra stante. Il consiglio in questi casi è quello di utilizzare sempre sfondi chiari e font del testo scuri in modo da rendere sempre visibili i contenuti. Utilizzando infatti font di colore chiaro su sfondi scuri si potrebbe verificare l’ipotesi che. non venendo visualizzato lo sfondo. il testo rimanga su sfondo bianco e quindi non leggibile.

Html valido
I client di posta sono molto più sensibili dei browser per quanto riguarda l’interpretazione del codice. Un codice validato facilita la corretta visualizzazione dell’e-mail. Inoltre, il corretto utilizzo dell’html limita il rischio che l’e-mail venga filtrata dai sistemi antispam.

Gli effetti speciali solo sul sito, grazie!
Evitare di inserire nelle e-mail script, flash e form che vengono bloccati dai client. Se volete stupire i vostri contatti, cercate di condurli sul sito web.

Le informazioni essenziali vanno scritte
Non inserire testi e contenuti rilevanti nelle immagini. Queste infatti vengono sempre bloccate dai principali client di posta che ne impediscono la visualizzazione al destinatario.
Se vengono inserite delle immagini nell’e-mail bisogna avere cura che il messaggio sia comunque leggibile a prescindere dalla loro visualizzazione.

Questi sono alcuni consigli utili per realizzare una buona e-mail in formato html. Una volta realizzata non resta che testarla con quanti più client di posta possibili, con la visualizzazione delle immagini abilitata o disabilitata, inviando e-mail di prova ai principali provider

Francobolli digitali

E’ di questi ultimi giorni la notizia che due colossi come Aol e Yahoo! vogliano appoggiarsi a Goodmail per filtrare i messaggi indesiderati verso le caselle dei propri utenti.

Il sistema Goodmail consiste sostanzialmente nel pagamento di un francobollo digitale per ogni e-mail inviata. Il pagamento di questo francobollo permetterebbe di superare i filtri anti-spam dei due gestori di posta, garantendo il recapito dei messaggi. Si tratta insomma di una sorta di certificazione del messaggio.

A dire il vero Aol ha smentito che si possa creare un canale preferenziale, ma ha ammesso che la certificazione Goodmail sarà uno dei fattori che verranno presi in considerazione nella marchiatura di un messaggio come spam o meno.

L’utilizzo di un sistema di questo genere mette in evidenza i limiti dei grandi ISP di combattere o spam e limita, a mio avviso, la libertà degli utenti nel ricevere la posta.
Il fatto che le e-mail non certificate non passino i controlli potrebbe portare al blocco di messaggi legittimi perchè richiesti dal titolare dell’account di posta, ma provenienti da mittenti che non hanno pagato il balzello.

Mi sembra una misura assolutamente fuori luogo e mi ricorda una scena del film “non ci resta che piangere”…casellanteeeee :D

Email marketing e search engine marketing

Ho appena finito di leggere uno degli articoli che periodicamente mi arrivano via email da una nota società americana che si occupa di email marketing.

L’articolo riporta 15 regole base per scrivere un efficace oggetto per una campagna email. Tra i vari consigli elargiti ce n’è uno che mi ha particolarmente colpito: l’articolo consiglia, nel valutare il successo di un oggetto rispetto ad un’altro, di non guardare solo ai tassi di apertura delle email inviate, ma anche quante sono state le conversioni derivanti dalla campagna.

Questa considerazione, banale se volete, mi ha fatto venire in mente un parallelo con il mondo dei motori di ricerca e dell’ottimizzazione. L’oggetto in questo caso è il posizionamento raggiunto su pagine di ricerca molto competitive con parole chiave in gradi di portami molti accessi. Per valutare se la parola chiave è efficace però, non devo solo guardare quanti accessi genera, ma anche quante conversioni.

Nell’email marketing, come nel search engine marketing non è solo importante raggiungere la visibilità, ma trasformare questa visibilità in risultati concreti.

L’articolo di cui ho iniziato a parlare pone tra le primissime regole quella di testare, testare e testare ancora, regola che si deve applicare anche al mondo dei motori di ricerca e del posizionamento..questo è quello che mi piace del mio lavoro..la ricerca continua, l’evoluzione, la sperimentazione..

I contenuti personalizzati

Uno degli argomenti che più mi affascinano nell’ambito dell’email marketing e della fidelizzazione, sono le piattaforme che permettono la gestione automatica dei contenuti sulla base degli interessi dimostrati dall’utente.

Queste piattaforme gestiscono la creazione dinamica del contenuto della newsletter sulla base delle preferenze, esplicite o implicite, dimostrate dall’utente all’atto dell’iscrizione al servizio.

Ipotizzando di essere iscritto alla newsletter di un quotidiano online e di ricevere ogni giorno le notizie di cronaca, sport ed economia, una piattaforma come quelle in oggetto, è in grado di fornirmi per primo l’argomento per me più interessante.

Nel momento in cui ricevo un mesaggio che è esattamente quello che voglio ricevere, trovo appagamento nel servizio che ho sottoscritto. Questo appagamento, per chi invia la newsletter, vale oro: difficilmente infatti un lettore pienamente soddisfatto deciderà di cancellarsi dalla lista.

L’attenzione ai contenuti è fondamentale, a mio avviso, nell’ottica della fidelizzazione perchè consente di stabilire un rapporto di fiducia tra editore e lettore, un rapporto che, se curtato bene, può durare molto a lungo con enormi benefici per entrambi.

Il blocco dei contenuti esterni

Una delle innovazioni che più hanno creato difficoltà agli “e-mail marketers” di tutto il mondo è stata l’introduzione del blocco dei contenuti esterni prima nei client di posta e poi, di conseguenza, nei più diffusi servizi di posta online.

Le difficoltà che comportano questi blocchi sono essenzialmente tre:

  1. Difficoltà nel tracciare le statistiche della campagna in modo corretto in particolare per quanto riguarda le letture delle email;
  2. Difficoltà nel trasmettere messaggi di carattere emotivo ai lettori;
  3. Difficoltà nell’utilizzo di css esterni per la formattazione dei testi.

Queste difficoltà purtroppo non possono essere superate, ma si può cercare di limitarne gli effetti negativi.

Come?

In primo luogo evitando, per quanto possibile, di inserire in testa al messaggio troppe immagini o immagini troppo grandi, lasciando invece spazio ai testi e ai contenuti, che, se scritti con cura e attenzione, possono incuriosire il destinatario a proseguire nella lettura e a scaricare le immagini e i css.

Se proprio non si può evitare di inserire immagini nell’email, allora si deve procedere all’ottimizzazione del codice html. Sembrerà strano, ma è utile mutuare dalle tecniche SEO alcuni accorgimenti. In particolare è consigliabile utilizzare al meglio gli attributi alt delle immagini inserendo la descrizione dell’immagine e utilizzando un “copywrite” che attiri l’attenzione del destinatario e lo invogli a scaricare le immagini.

E’ sempre consigliabile inserire in testa (preferibilmente) o in coda all’email un link ad una versione statica dell’email inviata in modo da rendere accessibile via browser i contenuti del messaggio inviato. L’utilizzo di questo accorgimento è utile anche nel caso in cui il client di posta del destinatario non visualizzi correttamente l’email o non sia compatibile con il formato html.

In fine, come sempre nell’e-mail marketing, testare, modificare, testare, modificare, fino a quando non otterrete il risultato desiderato :D