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	<title>Commenti a: I contenuti personalizzati</title>
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	<description>Il blog dedicato all'email marketing di Alessandro Binello</description>
	<lastBuildDate>Fri, 03 Sep 2010 09:07:29 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: alberto@primapagina.it</title>
		<link>http://www.blogmarketing.it/i-contenuti-personalizzati/comment-page-1/#comment-21</link>
		<dc:creator>alberto@primapagina.it</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 May 2006 10:58:00 +0000</pubDate>
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		<description>Come al solito gli argomenti trattati sono interessanti e stimolanti.&lt;br/&gt;A proposito di strumenti automatici di gestione del contenuto delle newsletter, sto iniziando ora a operare con uno di questi favolosi strumenti online che permettono di gestire tutte le fasi per le comunicazioni targhettizzate.&lt;br/&gt;La potenzialità è enorme, ma anche l&#039;eterogeneità dei destinatari lo è. E questo genera un problema secondario che spesso spaventa il cliente che deve fornire i contenuti: la mole di contenuti necessari cresce parecchio perché non è più sufficiente creare 4 o 5 articoli, ma bisogna averne 4 o 5 per gruppo di interesse. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Una grande azienda che opera nell&#039;IT spesso offre diverse linee di prodotti, a diversi livelli.&lt;br/&gt;Il rischio che si corre è quello di dare vita a newsletter povere e spesso il cliene preferisce limitare la porzione di newsletter &#039;dedicata&#039;, inserendo molti articoli con ampio spettro.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Questo limita in parte l&#039;efficacia, sicuramente. Ma dobbiamo considerare che le aziende non hanno più grossi budget per il marketing e la targhettizzazione costa parecchio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Come al solito gli argomenti trattati sono interessanti e stimolanti.<br />A proposito di strumenti automatici di gestione del contenuto delle newsletter, sto iniziando ora a operare con uno di questi favolosi strumenti online che permettono di gestire tutte le fasi per le comunicazioni targhettizzate.<br />La potenzialità è enorme, ma anche l&#8217;eterogeneità dei destinatari lo è. E questo genera un problema secondario che spesso spaventa il cliente che deve fornire i contenuti: la mole di contenuti necessari cresce parecchio perché non è più sufficiente creare 4 o 5 articoli, ma bisogna averne 4 o 5 per gruppo di interesse. </p>
<p>Una grande azienda che opera nell&#8217;IT spesso offre diverse linee di prodotti, a diversi livelli.<br />Il rischio che si corre è quello di dare vita a newsletter povere e spesso il cliene preferisce limitare la porzione di newsletter &#8216;dedicata&#8217;, inserendo molti articoli con ampio spettro.</p>
<p>Questo limita in parte l&#8217;efficacia, sicuramente. Ma dobbiamo considerare che le aziende non hanno più grossi budget per il marketing e la targhettizzazione costa parecchio.</p>
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		<title>Di: Alessandro</title>
		<link>http://www.blogmarketing.it/i-contenuti-personalizzati/comment-page-1/#comment-20</link>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2006 16:50:00 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Eugenio,&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;grazie per il tuo intervento, mi fa onore avere un commento da un personaggio noto del settore ;)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Eugenio,</p>
<p>grazie per il tuo intervento, mi fa onore avere un commento da un personaggio noto del settore ;)</p>
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		<title>Di: Eugenio La Mesa</title>
		<link>http://www.blogmarketing.it/i-contenuti-personalizzati/comment-page-1/#comment-19</link>
		<dc:creator>Eugenio La Mesa</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2006 09:42:00 +0000</pubDate>
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		<description>Alessandro,&lt;br/&gt;in base alla mia esperienza confermo l&#039;efficacia di quanto dici nel tuo post.&lt;br/&gt;Una volta avuto il consenso della persona a inviargli una email newsletter, è fondamentale avere contenuti che siano di interesse, altrimenti la persona non li legge e prima o poi si cancella.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Se si invia sempre lo stesso contenuto a tutti si fa quello che o chiamo lo &#039;spamming consensuale&#039;, perche&#039; c&#039;e&#039; il consenso preventivo, ma invio contenuti non interessanti (e quindi per l&#039;utente e&#039; come se ricevesse spamming e la sua soglia di attenzione si abbassa).&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Un classico esempio è un sito di una compagnia aerea che offre offerte last minute; immagina che io vivo a Roma, mi iscrivo alla newlsetter e ogni settimana ricevo i last minute in partenza da Milano, poi da Torino, poi da Venezia ma quasi mai da Roma.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;E&#039; invece più efficace inviare a me solo i last minute in partenza da Roma.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Molti dei nostri clienti inviano email differenziate a seconda del target.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Alessandro,<br />in base alla mia esperienza confermo l&#8217;efficacia di quanto dici nel tuo post.<br />Una volta avuto il consenso della persona a inviargli una email newsletter, è fondamentale avere contenuti che siano di interesse, altrimenti la persona non li legge e prima o poi si cancella.</p>
<p>Se si invia sempre lo stesso contenuto a tutti si fa quello che o chiamo lo &#8216;spamming consensuale&#8217;, perche&#8217; c&#8217;e&#8217; il consenso preventivo, ma invio contenuti non interessanti (e quindi per l&#8217;utente e&#8217; come se ricevesse spamming e la sua soglia di attenzione si abbassa).</p>
<p>Un classico esempio è un sito di una compagnia aerea che offre offerte last minute; immagina che io vivo a Roma, mi iscrivo alla newlsetter e ogni settimana ricevo i last minute in partenza da Milano, poi da Torino, poi da Venezia ma quasi mai da Roma.</p>
<p>E&#8217; invece più efficace inviare a me solo i last minute in partenza da Roma.</p>
<p>Molti dei nostri clienti inviano email differenziate a seconda del target.</p>
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