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Autoresponder creativi

Avevo già affrontato in passato il tema degli autoresponder e della loro efficacia in termini di conversione all’acquisto di un contatto.

Un altro scopo perseguibile tramite gli autoresponder è quello di fidelizzare i propri contatti, magari inviando gli auguri per il compleanno o facendo seguire ad un acquisto un buono sconto per un acquisto successivo e così via.

Resta fermo che l’utilizzo principale degli autoresponder è quello che viene fatto nelle aziende per comunicare l’assenza di un dipendente o per notificare cambi nei recapiti email. E allora perchè non sfruttare questi autoresponder per promuovere la propria attività o per veicolare offerte o per promuovere l’iscrizione alla newsletter?

Un’ipotesi per sfruttare queste comunicazioni in caso di assenza dall’ufficio potrebbe essere un testo simile:

“Sarò assente dall’ufficio dal gg/mm/aa al dd/mm/yy, ma per non farti sentire la mia assenza ti ho riservato un regalo esclusivo. Per sapere di cosa si tratta clicca qui”.

A questo punto si potrebbe indirizzare il link alla pagina di un prodotto specifico o di un’offerta speciale promuovendoli in modo alternativo.

Come al solito il limite è dato solo dalla fantasia, limite che un’azienda veneta non ha avuto, realizzando questa comunicazione in “tre” lingue per informare della disattivazione di alcuni indirizzi email. Forse è stato inventato il “local email marketing”? :D

La invio in HTML o in formato testo?

Questo è un quesito che, spesso, chi deve affrontare l’invio di una camapgna di email marketing si pone.

Il quesito nasce dai vari pro e contro che i due formati presentano, sia legati ad aspetti tecnici, sia legati ad aspetti riguardanti l’immagine e la comunicazione.

Un interessante case history pubblicato su Marketing Sherpa evidenzia come, integrando i due formati, si possano ottenere ottimi risultati. L’articolo in inglese è disponibile gratuitamente solo fino al 2 ottobre 2007.

Segmentare la lista di distribuzione

Un modo molto efficace per incrementare l’efficacia di una campagna di email marketing è quello di segmentare le liste di distribuzione.

Segmentare una lista significa spezzarla in due o più liste minori raggruppando gli iscritti per interessi comuni o per dati anagrafici o per interesse dimostrato verso le precedenti campagne etc.

Operando in questo modo è possibile indirizzare comunicazioni mirate sugli specifici interessi degli iscritti, oppure fare apposite campagne per premiare gli utenti più attivi o coinvolgere quelli inattivi.

La segmentazione ci permette di conoscere più a fondo i destinatari delle nostre e-mail aiutandoci a fornire loro informazioni sempre in linea con i reali interessi dimostrati.

I risultati di una buona segmentazione possono essere strabilianti.

Insieme ad un cliente, proprietario di un albergo in Toscana, abbiamo cercato di dividere la lista dei contatti e raggruppare i destinatari in segmenti omogeni. In seguito abbiamo fatto alcune campagne specifiche indirizzate ai singoli gruppi e, sulla base dei risultati ottenuti, abbiamo individuato i gruppi più attenti alle iniziative dell’hotel.

Ad oggi le newsletter vengono spedite solo ai gruppi più attivi. Il risultato di questa segmentazione è stato un incremento del clickthrough superiore al 34%.

Buon Vueling

Sono stato di recente in Spagna volando con una compagnia a basso costo spagnola che si chiama Vueling. L’avevo già usata in passato e mi sono sempre trovato bene.

Oltre alla qualità del servizio, di questa compagnia apprezzo molto il marketing on e off-line.

In particolare sono stato favorevolmente colpito dalla qualità dei follow-up via e-mail. Pochi giorni della partenza infatti ho ricevuto una mail che mi ricordava che dopo due giorni sarei dovuto partire, indicandomi gli estremi del volo e le indicazioni sui terminal di partenza. Dalla e-mail era poi possibile acquistare l’assicurazione per il viaggio, ricercare un hotel o un auto a noleggio. Tutte queste offerte erano poi corredate dalle informazioni meteo per i 4 giorni successivi.

Più volte in questo blog si è parlato dell’utilità degli autoresponder e dei follow-up automatizzati come potente mezzo di marketing, in questo caso devo dire che il processo è stato gestito in modo semplice, poco invasivo e davvero efficace.

Un applauso agli spagnoli!

L’oggetto dell’email e l’annuncio Adwords

Ogni tanto mi diverto a fare dei paralleli tra il search marketing e l’email marketing e ultimamente ci sono caduto di nuovo.

In particolare analizzando gli elementi che caratterizzano (o dovrebbero caratterizzare) l’oggetto di una email mi sono reso conto che le caratteristiche sono simili a quelle che dovrebbe avere un annuncio Adwords:

  1. Breve e conciso
    L’oggetto di una mail non deve superare i 40/50 caratteri, quelli visualizzati dai programmi di posta elettronica.
    L’annuncio Adwords ha precisi limiti di caratteri disponibili da rispettare tassativamente.
  2. Uso corretto di maiuscole e punteggiature
    Nell’oggetto di una e-mail occorre sempre evitare i punti esclamativi e non scrivere mai in maiuscolo, sia per evitare possibili penalizzazioni dei filtri antispam, sia per non infastidire il destinatario.
    Anche negli annunci Adwords ci sono precisi limiti che riguardano le maiuscole e la punteggiatura, ad esempio il punto esclamativo non può essere utilizzato nella prima riga del testo.
  3. Inserire call-to-action
    Le best practice consigliano di inserire delle call-to-action negli oggetti delle email per incrementare i tassi di apertura.
    Anche negli annunci Adwords è consigliabile inserire delle call-to-action per attirare l’attenzione degli utenti e incrementare il CTR e ridurre quindi i costi.
  4. Omogeneità con i contenuti
    L’oggetto dell’e-mail dovrebbe sempre rispecchiare i contenuti del messaggio. In particolare, le buone regole consiglierebbero di inserire come titolo all’interno dell’email lo stesso oggetto per dare continuità ai contenuti e alle offerte.
    Anche nella gestione di annunci Adwords è consigliabile approfondire la proposta in un pagina specifica che richiami e approfondisca l’annuncio su cui si è cliccato.

Sono somiglianze forse banali, che caratterizzano due mezzi di promozione che sono accomunati dalla necessità di convincere l’utente a compiere un’azione, aprire l’email o cliccare l’annuncio, in poche frazioni di secondo.

E’tutto troppo frenetico su internet, bisogna ingegnarsi sempre ;)