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Ottimizzare il processo di cancellazione dalla newsletter

Una delle startegie che spesso vedo applicata dalle newsletter di varie aziende americane è quella di ottimizzare i processi di cancellazione degli utenti dalle proprie mailing list in modo da invitarli a rimanere iscritti o per apprendere cosa migliorare nelle proprie newsletter.

Il procedimento seguito è abbastanza semplice: nel momento in cui un utente clicca sul link per la cancellazione dalla lista viene inviato ad una pagina che prima di chiedere la conferma per la cancellazione propone una serie di contenuti diversi a seconda dei casi.

Questi contenuti possono essere dei brevissimi questionari studiati per comprendere perchè l’utente si sta cancellando, oppure possono essere degli inviti a iscriversi a newsletter che trattano argomenti diversi maggiormente in linea con gli interessi del lettore o ancora possono invitare a indicare la preferenza sulle frequenze di invio.

Questo tipo di sistemi possono ridurre in modo significativo i tassi di cancellazione favorendo allo stesso tempo da una parte la raccolta di informazioni utili a migliorare il servizio offerto e dall’altra a profilare in modo migliore gli utenti.

Organizzare al meglio gli indirizzi email di clienti e prospect

Negli ultimi mesi ho seguito le campagne e-mail di diversi clienti .

Il principale problema che mi sono trovato ad affrontare è stato quello di organizzare e gestire le loro liste di contatti.

Queste realtà infatti non si preoccupano minimamente di creare delle rubriche o di organizzare gli indirizzi e-mail dei loro clienti o dei contatti generati dai loro siti web. Quando sono stato fortunato mi sono trovato davanti ad una rubrica wab contente migliaia di indirizzi, tra cui anche quelli personali o di fornitori, poco coerenti quindi con le finalità delle campagne che si volevano inviare.

Il problema è molto diffuso, a prescindere dal settore in cui i clienti operano: dal turismo, alla meccanica la situazione non cambia.

C’è ancora poca consapevolezza del valore aggiunto che una gestione accurata degli indirizzi può dare.

Vi consiglio quindi, se avete intenzione di gestire strategie di e-mail marketing, di dedicare ad ogni mail che vi arriva e ad ogni contatto prodotto dal vostro sito web la giusta attenzione. In particolare una buona organizzazione dei contatti, a mio avviso, deve basarsi sui seguenti aspetti:

  1. Dati anagrafici del cliente/prospect soprattuto per quanto riguarda la dislocazione sul territorio
  2. Definizione della lingua con cui interagire con il cliente/prospect;
  3. Tipologia dei prodotti/servizi richiesti anche sulla base dello storico;

Questi sono i punti base che possono poi essere integrati in base alle vostre esigenze specifiche.

Strategia per aumentare le iscrizioni alla propria newsletter

Traggo spunto da un articolo letto in giornata che riporta una strategia molto interessate per aumentare le iscrizioni alla propria newsletter.

La strategia in questione è la co-registration, cioè la possibilità di far iscrivere nuovi utenti alle proprie liste direttamente da altri siti web. Il concetto di partenza è molto semplice: il traffico al nostro sito web è limitato per definizione e quindi limitate sono anche le possibilità di iscrizione di nuovi utenti alel ostre liste. Inserendo il nostro box di registrazione su altri siti si amplia la possibilità di raccogliere nuovi e utili contatti.

Per fare questo è ovviamente necessario scegliere accuratamente i siti partner in cui inserire il box di registrazione. Devono chiaramente essere siti relativi ad argomenti simili e a simili target di riferimento.

Esperimenti fatti in America hanno dimostrato l’efficacia di questa strategia che è stata in grado di portare ad incrementi notevoli (+18%) delle liste interessate ai test.

Personalmente non ho mai provato simili soluzioni, ma credo che possano essere efficaci anche sul mercato italiano. Le collaborazioni tra siti simili per argomenti trattati credo che siano sempre efficaci, un po’ come avviene per gli scambi di link tra siti web. La difficoltà più grande in questi casi è quella di riuscire a instaurare delle relazioni durature con i gestori di altri siti web. Questi spesso dimenticano che tramite la collaborazione con altre realtà del web possono fornire nuovi servizi e nuovi contenuti fidelizzando i propri visitatori che avranno una maggiore percezione di utilità del sito.

Se avete esperienze di collaborazioni di questo genere fatemelo sapere, magari possiamo realizzare qualche studio da pubblicare ;)

Per chi fosse interessato ad approfondire l’argomento, il testo integrale dell’articolo è consultabile qui (in inglese e ad accesso libero fino al 22 maggio).

Incrementare le iscrizioni alla newsletter

Prima di analizzare alcuni consigli utili per invitare gli utenti del vostro sito a iscriversi alla newsletter è utile fare alcune precisazioni di massima sulla corretta impostazione della gestione di una newsletter e della lista di indirizzi email.

Ciò che conta è la qualità non la quantità
Molte aziende ritengono che il vero valore aggiunto della propria mailing list sia nella quantità di indirizzi che la compongono. In realtà l’obbiettivo da raggiungere e quello di convincere il maggior numero di utenti realmente interessati all’attività dell’azienda. Mille utenti realmente interessati che ricevono, leggono ed interagiscono con le tue email valgono molto di più di centomila utenti non profilati ne interessati.

L’opt-in è lo standard
Lo standard nella gestione delle iscrizioni ad una newsletter è il metodo opt-in. In breve, l’opt-in è un metodo che prevede una conferma dell’utente una volta che si è iscritto alla newsletter. Per approfondire il concetto di opt-in puoi leggere nel post “Opt-in e Opt-out: un po’ di chiarezza

La privacy prima di tutto
Fornire un’informativa sulla privacy dettagliata aiuta a conquistare la fiducia di chi si iscrive. L’utente vuole sapere che uso verrà fatto del suo indirizzo email o dei suoi dati personali. E’ quindi fondamentale inserire sempre un link alla propria policy sulla privacy nelle pagine di registrazione alla newsletter.

Definite le basi passiamo ai consigli utili:

  1. Inserisci il box di registrazione alla newsletter il più in vista possibile nel tuo sito web e in tutte le pagine del sito stesso;
  2. Spiega in modo dettagliato quali vantaggi offre l’iscrizione alla newsletter (ad esempio l’invio di offerte esclusive, sconti, etc.);
  3. Inserisci sempre un link all’iscrizione alla newsletter nella firma delle tue email;
  4. Utilizza gli autoresponder: quando qualcuno compila una form di richiesta informazioni sul tuo sito inviagli una email di ringraziamento e informa dela possibilità di iscriversi alla newsletter con un link diretto;
  5. Se hai una segreteria telefonica, inserisisci un messagio vocale per informare chi ti contatta dell’esistenza della newsletter e invitalo ad iscriversi;
  6. Chiedi ai tuoi clienti il loro indirizzo email e il consenso per inviargli la tua newsletter;
  7. Promuovi la newsletter sia online che offline;
  8. Inserisci nelle email un link “segnala ad un amico”, il passa parola è sempre un potente mezzo di marketing;
  9. Nei materiali promozionali cartacei che distribuisci, fai sempre riferimento alla newsletter e alla possibilità di iscriversi;
  10. Sfrutta ogni occasione di contatto diretto (fiere, manifestazioni, convegni, etc.) con potenziali interessati per raccogliere indirizzi email utili.

I garanti europei della privacy e le attività di e-mail marketing

Una pronuncia dei garanti europei della privacy rischia di mettere a serio rischio l’attività di chi fa e-mail marketing.

La pronuncia adottata il 21 febbraio 2006 dichiara illegale l’utilizzo dei web bugs nelle e-mail. I web bugs sono quelle parti di codice inserite nel messaggio e-mail che consentono al mittente di sapere se il destinatario ha letto il messaggio, quante volte l’ha letto, se lo ha inoltrato e quali link ha cliccato.

La pronuncia sostiene la più dura opposizione a queste pratiche perchè i dati personali legati all’indirizzo email sono registrati e trasmessi senza un preventivo e certo consenso del destinatario.

Maggiori dettagli sono reperibili in questo articolo su Punto Informatico e leggendo il testo della pronuncia (PDF in inglese a pagina 9).

Penso che un’applicazione di questo genere sia veramente troppo limitativa. Se già ritengo la normativa attualmente vigente non in linea con le reali esigenze del mercato e delle aziende in particolare, questa ulteriore interpretazione si pone come una censura di tutte le attività di marketing diretto tramite internet.

Tra l’altro questa pronuncia è a mio avviso completamente inutile in quanto i mezzi attualmente a disposizione degli utenti internet consentono di tutelarsi da queste pratiche. Faccio solo presente che le maggiori web mail e i principali client di posta bloccano di default i contenuti esterni impedendo che venga trasmesso qualsiasi tipo di dato. Il fatto che siano impostazioni di default implica che anche l’utente meno avvezzo all’utilizzo delle tecnologie è protetto, fermo restando che se un utente è talmente sveglio da fare una denuncia al garante della privacy è anche sufficientemente sveglio per disabilitare la visualizzazione di codice html (l’unico in grado di fornire dati all’esterno, ndr).

Premesso che la pronuncia sostiene che l’unico modo per cui la raccolta dei dati possa avvenire secondo la legge è di consentire ai destinatari dei messaggi di scegliere e di dare il proprio consenso, ritengo che sarà sufficiente integrare l’informativa sulla privacy da accettare all’atto dell’iscrizione alla newsletter per non incorrere in spiacevoli quanto esagerate sanzioni.

La questione, però, non è trovare la soluzione al problema, ma chiedersi il perchè del problema. In questo caso il problema è la continua demonizzazione dell’email marketing, senza preoccuparsi del fatto che ci sono aziende che gestiscono questa attività in modo serio e utilizzano i dati raccolti al solo fine di fornire informazioni sempre in linea con gli interessi di chi queste informazioni le ha richieste.