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La newsletter all’italiana

Ieri è stato presentato il logo, oggi il portale, così finalmente è partito il sito www.italia.it, un progetto per il quale sono stati stanziati 42 milioni di euro e che vuole promuovere l’Italia su internet nel mondo.

Non mi soffermo su analisi del sito e commenti di vario genere sulla struttura e sull’usabilità, voglio solo sottolineare un aspetto a me caro, la newsletter.

Già dalla home page i visitatori sono invitati ad iscriversi alla newsletter “My Italia”. Si compila l’apposito modulo e il gioco è fatto.

L’unico dettaglio è che hanno scelto il single opt-in per la gestione dell’iscrizione. Una scelta che dal mio punto di vista non è condivisibile per vari motivi già affrontati in questo post.

Adesso non mi resta che aspettare la prima email all’italiana :)

Ho raddoppiato gli iscritti alla newsletter

Ebbene si, sono riuscito a raddoppiare gli iscritti alla mia newsletter in due settimane. Forse a tanti di voi questo interesserà relativamente, ma è interessante sapere come questo sia successo.

Chi mi segue da un po’ di tempo ed è attento agli elementi grafici di questo blog ha potuto notare che, da circa due settimane, il box di iscrizione alla newsletter ha cambiato posizione e aspetto grafico.

Il box precedente era questo:

E appariva nella colonna laterale di destra come ultimo elemento grafico della pagina come si può vedere da questa immagine.

Questa sistemazione però lo rendeva poco visibile e accessibile allora ho deciso di dargli maggiore rilevanza sostituendolo con quello attuale:


E sistemandolo in alto, come primo elemento grafico del blog nella colonna di destra, aggiungendo alcune semplici caratteristiche della newsletter (gratuità, mensilità e contenuto).

Questa semplice modifica mi ha portato a raddoppiare il numero degli iscritti che fino al giorno dell’aggiornamento del blog si erano registrati per ricevere la newsletter mensile.

I test su questo elemento così importante non sono finiti, ne ho già programmati altri due che presto metterò in linea….e ovviamente vi terrò informati sui risultati ;)

Acquistare e affittare indirizzi e-mail

In questi giorni sul forum di html.it si parla di come reperire indirizzi e-mail per promuovere i propri prodotti.

La discussione, come sempre, ha scatenato accesi dibattiti sullo spam e su come, inviare e-mail non richieste, sia contrario alla normativa italiana.

Il problema legato al reperimento degli indirizzi email è molto sentito ed è una delle richieste più frequenti che ci giungono da quanti vogliono intraprendere strategie di e-mail marketing.

Il consiglio è sempre quello di fare in modo di creare e far crescere una propria mailing list in quanto, messaggi inviati a proprie liste, forniscono tassi di risposta migliori rispetto a quelli inviati a liste di terzi.

Tuttavia per creare una propria lista di contatti utili ci vuole molto tempo e molta pazienza, cose che non sempre sono compatibili con le esigenze delle aziende.

Tuttavia, strade alternative e legali per reperire nuovi indirizzi e-mail esistono.

La prima possibilità è quella di acquistare indirizzi da aziende che li vendono perchè, in fase di racolta, hanno avuto l’autorizzazione a cedere a terzi i dati raccolti. L’importante in questo caso è assicurarsi che, chi vende gli indirizzi, sia in possesso di tutte le autorizzazioni al trattamento richieste dalla legge.
Sarebbe auspicabile (non lo fa nessuno e la mia potrebbe essere una proposta) che, insieme all’indirizzo email, venga anche fornita la data e l’ora di autorizzazione e il tipo di autorizzazione fornita (trattamento interno o cessione dei dati o entrambi).

C’è poi la possibilità di affittare indirizzi, soprattuto per quanto riguarda indirizzi di privati. In questo caso è necessario appoggiarsi ad aziende (msn, rcs, buongiorno, etc..) che hanno una propria base di dati e che inviano i messaggi dei committenti alle proprie liste di utenti. Il committente, ovviamente, non avrà mai accesso a quegli indirizzi, ma solo all’esito della campagna.

Inoltre è possibile veicolare le comunicazioni attraverso le newsletter di altri siti, meglio se in target con la propria attività. Bisogna quindi procedere ad un’analisi, individuando community e portali tematici e vedere se questi permettono di inviare newsletter dedicate ai propri utenti.

Intraprendendo queste strade bisogna mettere in preventivo la spesa per l’acquisizione degli indirizzi: i costi non sono bassi, perchè le e-mail targhettizzate sono un grosso valore per chi le detiene.

Ottimizzare il processo di cancellazione dalla newsletter

Una delle startegie che spesso vedo applicata dalle newsletter di varie aziende americane è quella di ottimizzare i processi di cancellazione degli utenti dalle proprie mailing list in modo da invitarli a rimanere iscritti o per apprendere cosa migliorare nelle proprie newsletter.

Il procedimento seguito è abbastanza semplice: nel momento in cui un utente clicca sul link per la cancellazione dalla lista viene inviato ad una pagina che prima di chiedere la conferma per la cancellazione propone una serie di contenuti diversi a seconda dei casi.

Questi contenuti possono essere dei brevissimi questionari studiati per comprendere perchè l’utente si sta cancellando, oppure possono essere degli inviti a iscriversi a newsletter che trattano argomenti diversi maggiormente in linea con gli interessi del lettore o ancora possono invitare a indicare la preferenza sulle frequenze di invio.

Questo tipo di sistemi possono ridurre in modo significativo i tassi di cancellazione favorendo allo stesso tempo da una parte la raccolta di informazioni utili a migliorare il servizio offerto e dall’altra a profilare in modo migliore gli utenti.

Le aspettative degli utenti sono determinanti: rispettiamole

Uno degli errori più diffusi che vengono commessi nella gestione di campagne di e-mail marketing è quello di deludere le aspettative degli iscritti alle liste.

La delusione delle aspettative porta a conseguenze negative per l’esito delle campagna, sia in termini di abbassamento dei CTR, sia in termini di incremento delle cancellazioni e, nella peggiore delle ipotesi, di segnalazioni di spam.

Uno degli errori che portano alla delusione delle aspettative si verifica al momento dell’iscrizione. Spesso i siti e le aziende tendono ad essere molto vaghi su quello che verrà inviato tramite e-mail a chi decide di iscriversi. Questo perchè si preferisce tenere un ampio margine di azione o perchè non si è in grado di pianificare nel lungo periodo che tipo di comunicazioni intraprendere con gli iscritti o perchè si vuole evitare di creare un database di contatti che poi non si potrà gestire perchè vincolato a richieste specifiche.
Questo però non è un modo intelligente di agire, anche perchè avere l’autorizzazione legale a mandare una qualsiasi informazione ai propri utenti, non significa che questi siano interessati a riceverla.

Un ulteriore errore è dato dal vuoto di comunicazione che molto (anche troppo) spesso intercorre dal momento in cui un utente si iscrive al momento in cui riceve la prima e-mail. Questo è un problema molto diffuso (io per primo ne so qualcosa), dovuto soprattuto a difficoltà di organizzazione, mancanza di tempo o risorse etc. La conseguenza è che l’utente iscritto, nel momento in cui riceverà la prima e-mail, si troverà sorpreso da una comunicazione che probabilmente non si ricorderà nemmeno di avere richiesto.

Bisogna quindi sforzarsi per rispettare in tutto e per tutto le aspettative degli utenti e per farlo sono necessarie alcune precauzioni:

  1. bisogna essere il più precisi possibile nel dire, a chi si iscrive alle liste, cosa riceverà, che potrà cancellarsi in ogni momento e quanto spesso riceverà le e-mail;
  2. inviare immediatamente una mail di conferma dell’avvenuta iscrizione;
  3. inviare subito una pagina di benvenuto o l’ultima edizione della newsletter, in modo che l’utente si possa rendere subito conto se può essere interessato o meno alle nostre newsletter;
  4. attivare una gestione del profilo in modo che l’utente possa aggiornare i suoi dati e le sue preferenze in qualsiasi momento.

Ok, avete ragione, predico bene e razzolo male, prometto che all’inizio di agosto invierò la prima newsletter del blog ;)