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Anche il commerciante comincia a capire…

Eh già, sembra che anche i commercianti italiani comincino a capire l’importanza delle email e di avere a disposizione l’indirizzo dei propri clienti.

Sabato finalmente sono riuscito a trovare il tempo per andare a tagliarmi i capelli (e chi mi ha visto da poco sa che ce n’era bisogno :) ). Entrando ho visto sul bancone del barbiere un espositore in plexiglass contenente dei biglietti dominati dalla scritta: “Lasciaci il tuo indirizzo e-mail e riceverai interessanti sorprese”.

Al momento non sono rimasto molto sorpreso, girando all’estero è facile vedere situazioni di questo genere, soprattuto nei ristoranti, ma poi ho realizzato di essere in Italia e la cosa mi ha destato soddisfazione.

Soddisfazione motivata dal fatto che, anche se a piccoli passi, si comincia a capire il valore di questo mezzo di comunicazione e l’importanza di avere un contatto commerciale con una persona/cliente che espressamente te lo ha chiesto…e non credo sia necessario specificare quanto questo sia importante..

Spero vivamente che, anche i responsabili marketing delle aziende italiane, vadano a tagliarsi i capelli al più presto :D

Dove vanno le vostre email?

Un dato importante da valutare quando si inviano e-mail ai propri clienti è quello relativo al tipo di utenza a cui si invia il messaggio ed in particolare se questa utenza riceve le email al lavoro o a casa.

Una ricerca effettuata da eROI Inc. nel secondo trimestre del 2006 ha messo in evidenza che il 79% di chi si iscrive a newsletter B2B chiede di riceverle alla casella di posta del lavoro, mentre solo il 19% di chi si iscrive a newsletter B2C richiede di ricerverle alla posta del lavoro.

Il dato più interessante della ricerca è che il 24% di chi si iscrive a newsletter B2C lo fa con un indirizzo creato appositamente, contro il 6% di quelli che richiedono newsletter B2B.

Questo significa che gli utenti spesso utilizzano caselle di posta apposite che possono venire consultate meno spesso o che possono avere filtri maggiori in ricezione.

E’ una ricerca eseguita sul mercato americano, ma credo che il panorama italiano non sia molto differente.

Io stesso utilizzo tre caselle di posta per le iscrizioni alle newsletter: una per le newsletter che mi interessano per il lavoro, una per le newsletter che mi interessano a livello personale e una per le newsletter varie o per i test.

Voi come vi comportate?

Le aspettative degli utenti sono determinanti: rispettiamole

Uno degli errori più diffusi che vengono commessi nella gestione di campagne di e-mail marketing è quello di deludere le aspettative degli iscritti alle liste.

La delusione delle aspettative porta a conseguenze negative per l’esito delle campagna, sia in termini di abbassamento dei CTR, sia in termini di incremento delle cancellazioni e, nella peggiore delle ipotesi, di segnalazioni di spam.

Uno degli errori che portano alla delusione delle aspettative si verifica al momento dell’iscrizione. Spesso i siti e le aziende tendono ad essere molto vaghi su quello che verrà inviato tramite e-mail a chi decide di iscriversi. Questo perchè si preferisce tenere un ampio margine di azione o perchè non si è in grado di pianificare nel lungo periodo che tipo di comunicazioni intraprendere con gli iscritti o perchè si vuole evitare di creare un database di contatti che poi non si potrà gestire perchè vincolato a richieste specifiche.
Questo però non è un modo intelligente di agire, anche perchè avere l’autorizzazione legale a mandare una qualsiasi informazione ai propri utenti, non significa che questi siano interessati a riceverla.

Un ulteriore errore è dato dal vuoto di comunicazione che molto (anche troppo) spesso intercorre dal momento in cui un utente si iscrive al momento in cui riceve la prima e-mail. Questo è un problema molto diffuso (io per primo ne so qualcosa), dovuto soprattuto a difficoltà di organizzazione, mancanza di tempo o risorse etc. La conseguenza è che l’utente iscritto, nel momento in cui riceverà la prima e-mail, si troverà sorpreso da una comunicazione che probabilmente non si ricorderà nemmeno di avere richiesto.

Bisogna quindi sforzarsi per rispettare in tutto e per tutto le aspettative degli utenti e per farlo sono necessarie alcune precauzioni:

  1. bisogna essere il più precisi possibile nel dire, a chi si iscrive alle liste, cosa riceverà, che potrà cancellarsi in ogni momento e quanto spesso riceverà le e-mail;
  2. inviare immediatamente una mail di conferma dell’avvenuta iscrizione;
  3. inviare subito una pagina di benvenuto o l’ultima edizione della newsletter, in modo che l’utente si possa rendere subito conto se può essere interessato o meno alle nostre newsletter;
  4. attivare una gestione del profilo in modo che l’utente possa aggiornare i suoi dati e le sue preferenze in qualsiasi momento.

Ok, avete ragione, predico bene e razzolo male, prometto che all’inizio di agosto invierò la prima newsletter del blog ;)

Rendiamo utile questo blog

Come alcuni già sanno nelle prossime due settimane sarò assente e l’aggiornamento del mio blog ne risentirà parecchio.

Vorrei cogliere questo tempo di riflessione per rendere maggiormente utile ed interattivo il dialogo con voi lettori. So che siete in tanti, ma vedo che fate i timidi e non commentate :)

Vi propongo di utilizzare queste due settimane per scrivermi i vostri quesiti, i dubbi, le curiosità sull’e-mail marketing e quando tornerò cercherò, per quanto le mie competenze me lo possano permettere, di rispondere alle vostre domande.

I commenti sono moderati, quindi non vi spaventate se scrivete e non vedete apparire nulla, appena torno pubblicherò tutto.

Vi aspetto numerosi, non deludetemi ;)

L’importanza dei contenuti e dei link nelle e-mail

Nel mese di maggio sono riuscito a convincere un cliente a modificare sostanzialmente la metodologia precedentemente utilizza per la redazione della sua newsletter.

Il cliente continuava ad inviare mail molto complesse nei contenuti, stile brochure promozionale, con un unico link al sito dell’azienda. Nell’invio di maggio ho proposto di cambiare approccio, provando ad inserire invece che un intero listino, solo degli spot con link diretti a landing page di approfondimento appositamente realizzate per ogni famiglia di prodotto con la possibilità di richiedere un preventivo.

Nella pratica la mail è stata composta con una foto di richiamo alla famiglia di prodotti, un testo breve riportante le caratteristiche principali e un link “vai all’offerta”.

Questo cambiamento di approccio ha avuto risultati notevoli in termini di miglioramento delle prestazioni con il click through aumentato di oltre 5 volte rispetto agli invii precedenti e un calo del 15% delle richieste di cancellazione rispetto alle medie precedenti.

Quello che maggiormente conta sono però le conversioni che sono cresciute di oltre il 10% rispetto ai precedenti invii.

Se da un lato è vero che aumentando il numero di link presenti in una e-mail, aumentano anche le possibilità che questi vengano cliccati e quindi che migliorino le prestazioni in termini di click through della campagna, è anche vero che un’impostazione corretta e sintentica del messaggio, accompagnata da landing page efficaci, porta sempre a risultati ottimi.

Tendo sempre a dare maggiore importanza al contenuto del messaggio più che alle landing page, perchè queste sono inutili se il messaggio non convince il destinario a cliccare sul link. Un messaggio efficace secondo me deve essere:

  • sintentico, ma esauriente nel fornire le informazioni maggiormente importanti;
  • essenziale per quanto riguarda l’aspetto grafico che non deve essere eccessivo e distrarre il destinatario;
  • interattivo, ma non troppo. Nel caso della promozione di prodotti non conviene inserire più di un link per prodotto;
  • accattivante nell’invogliare il destinatario ad approfondire le informazioni sulla landing page di riferimento.