agosto 2006 Posts

Ottimizzare il processo di cancellazione dalla newsletter

Una delle startegie che spesso vedo applicata dalle newsletter di varie aziende americane è quella di ottimizzare i processi di cancellazione degli utenti dalle proprie mailing list in modo da invitarli a rimanere iscritti o per apprendere cosa migliorare nelle proprie newsletter.

Il procedimento seguito è abbastanza semplice: nel momento in cui un utente clicca sul link per la cancellazione dalla lista viene inviato ad una pagina che prima di chiedere la conferma per la cancellazione propone una serie di contenuti diversi a seconda dei casi.

Questi contenuti possono essere dei brevissimi questionari studiati per comprendere perchè l’utente si sta cancellando, oppure possono essere degli inviti a iscriversi a newsletter che trattano argomenti diversi maggiormente in linea con gli interessi del lettore o ancora possono invitare a indicare la preferenza sulle frequenze di invio.

Questo tipo di sistemi possono ridurre in modo significativo i tassi di cancellazione favorendo allo stesso tempo da una parte la raccolta di informazioni utili a migliorare il servizio offerto e dall’altra a profilare in modo migliore gli utenti.

Dove vanno le vostre email?

Un dato importante da valutare quando si inviano e-mail ai propri clienti è quello relativo al tipo di utenza a cui si invia il messaggio ed in particolare se questa utenza riceve le email al lavoro o a casa.

Una ricerca effettuata da eROI Inc. nel secondo trimestre del 2006 ha messo in evidenza che il 79% di chi si iscrive a newsletter B2B chiede di riceverle alla casella di posta del lavoro, mentre solo il 19% di chi si iscrive a newsletter B2C richiede di ricerverle alla posta del lavoro.

Il dato più interessante della ricerca è che il 24% di chi si iscrive a newsletter B2C lo fa con un indirizzo creato appositamente, contro il 6% di quelli che richiedono newsletter B2B.

Questo significa che gli utenti spesso utilizzano caselle di posta apposite che possono venire consultate meno spesso o che possono avere filtri maggiori in ricezione.

E’ una ricerca eseguita sul mercato americano, ma credo che il panorama italiano non sia molto differente.

Io stesso utilizzo tre caselle di posta per le iscrizioni alle newsletter: una per le newsletter che mi interessano per il lavoro, una per le newsletter che mi interessano a livello personale e una per le newsletter varie o per i test.

Voi come vi comportate?

Interessante novità da Windows Live Mail

La scorsa settimana Microsoft ha lanciato per la sua piattaforma Windows Live Mail (attualmente in beta) una nuova funzionalità che aggiunge all’interfaccia della web mail un bottone per la cancellazione dalla mailing list che l’utente riceve. Questo bottone va a sostituire quello per la segnalazione come spam del messaggio ricevuto.

Questa innovazione non è da poco se si considera che un recente studio di Return Path ha messo in evidenza che il 79% di chi utilizza servizi di web mail utilizza il bottone per la segnalazione come spam dei messaggi che non vuole ricevere. Ma il dato più rilevante è che il 39% di loro segnala come spam messaggi che precedentemente aveva richiesto di ricevere. Il tasto “This is spam”, in questi casi, viene utilizzato erroneamente in sostituzione dell’apposito link contenuto nel messaggio per la cancellazione dalla lista.

Queste segnalazioni “errate” di spam influiscono in modo negativo sulla reputazione di chi invia email portando al blocco del mittente da parte degli ISP o all’inserimento nelle blacklist.

Dal punto di vista tecnico, la sostituzione del bottone avviene solo se l’email che arriva contiene nell’intestazione un comando list-unsubscribe valido. Se questo comando non è valido, continuerà ad apparire il bottone “segnala come spam” invece del bottone per la disiscrizione.

Microsoft è la prima piattaforma di web mail che adotta questo sistema, anticipando Aol e Yahoo! che, peraltro, pare non abbiano intenzione di seguire questa innovazione.

Sfruttare il riquadro di anteprima: due esempi pratici

Colgo lo spunto datomi in un commento per postare due esempi pratici di layout di email da analizzare.

In particolare voglio porre l’attenzione sull’importanza, già evidenziata in questo post, della disposizione dei contenuti all’interno del messaggio per sfruttare il riquadro di anteprima del client di posta.

Caso 1 : lastminute.com

Le newsletter di lastminute.com puntano molto sull’aspetto grafico e propongono ad ogni uscita layout davvero accattivanti. Questa scelta comporta l’utilizzo di molte immagini all’interno del messaggio che possono venire bloccate dai client di posta dei destinatari. L’effetto al ricevimento dell’email è il seguente:

Il destinatario, in questa situazione, non è in grado di vedere nulla del contenuto dell’email e potrebbe essere incentivato a chiuderla senza leggerla, contribuendo ad abbassare i tassi di click sull’e-mail.

Caso 2 : expedia.com

La newsletter di expedia è invece caratterizzata da una grafica molto essenziale, quasi sempre uguale. All’inizio dell’email c’è sempre un cappello introduttivo che sintetizza i contenuti del messaggio. Il risultato di questa scelta stilistica è il seguente:


Come è evidente, il destinatario, anche con le immagini disabilitate riesce comunque a capire cosa gli viene proposto e se il testo del capello è efficace può invogliare il destinatario a proseguire nella lettura, aumentando i tassi di risposta.

In conclusione

Nel valutare la scelta del layout delle vostre e-mail tenete sempre in considerazione cosa vedrà il destinatario. Scegliete un’impostazione grafica che vi permetta di inserire il più in alto possibile i contenuti dei vostri messaggi e non optate per delle intestazioni grafiche troppo grandi. Il testo che andrete ad inserirte in testa all’email dovrà essere sintetico ma molto efficace, indicando gli argomenti trattati nel messaggio.

Disclaimer: Non ho rapporti commerciali o di affiliazione con nessuna delle aziende citate. I marchi sono di esclusiva proprietà delle aziende stesse. Le email sono state utilizzate solo a titolo di esempio e di stimolo alla discussione senza nessuna intenzione di danneggiare o diffamare le aziende citate. Per ogni reclamo potete contattarmi al mio indirzzo di posta elettronica.