marzo 2006 Posts

E-mail e stili CSS

Un interessante articolo scritto da Alessandro Fulciniti per html.it spiega come utilizzare gli stili nella realizzazione di e-mail in html.

Lo stesso autore segnala un articolo in inglese in cui vengono pubblicate delle tabelle di compatibilità (file pdf) degli stili con le principali web mail e con i più utilizzati client di posta.

I consigli e le tecniche consigliate sono molto interessanti e dell’utilizzo degli stili in linea ne avevo già parlato anch’io qualche tempo fa.

Nella mia esperienza ho avuto modo di constatare che l’unico modo per rendere il più possibile compatibile un’e-mail con client e web mail è quello di utilizzare i tag html.

Se da una parte questa soluzione non permette molti virtuosismi grafici, rendendo molto rigida la scelta dei caratteri, soprattutto per quanto riguarda le dimensioni, dall’altra garantisce che il messaggio non subisca grosse variazioni nella formattazione.

E-mail marketing B2C e B2B differenti nella sostanza

La premessa

Lo spunto di questo post nasce dalla lettura di un articolo che mette in evidenza la differenza di atteggiamento nei confronti delle politiche di raccolta degli indirizzi e-mail sui siti B2B e sui siti B2C.

Dalla ricerca emerge come il 60% dei siti B2C in america utilizzi il single opt-in e il 7% usi il double opt-in per l’iscrizione alle proprie newsletter. Dati che si abbassano notevolmente in relazione ai siti B2B che adottano il single opt-in nel 26% dei casi e il double opt-in in solo il 3% dei casi.

La ricerca è effettuata sul mercato statunitense, quindi risente della legge americana che, tra l’altro, prevede la possibilità di utilizzare l’opt-out. Infatti il 20% dei “business marketers” e il 19% dei “consumer marketers” utilizza questo metodo per la gestione dell’e-mail marketing.

La legge tra l’altro influenza anche il diverso approccio: i principi ispiratori della stessa hanno portato a considerare in modo meno restrittivo le relazioni B2B rispetto a quelle B2C.

La mia idea

Premesso che in Italia la normativa è molto diversa, molto più restrittiva e soprattutto che non discrimina tra relazioni B2B e B2C, la mia idea è quella che l’unica soluzione applicabile per la gestione delle iscrizioni alle newsletter è il double opt-in.

Questo modello è l’unico in grado di garantire al 100% il rispetto della normativa italiana e di evitare di incorrere in sazioni amministrative e penali. Infatti con questo metodo abbiamo la certezza che l’indirizzo inserito per l’iscrizione appartenga veramente alla persobna che ha richiesto l’iscrizione.

Oltre a questi vantaggi il modello double opt-in consente di verificare la correttezza dell’indirizzo e-mail inserito evitando di riempire la lista di indirizzi non validi o scritti male.

Delle differenze e dei vantaggi di questo metodo rispetto agli altri ne ho già parlato in questo post alla cui lettura vi rimando per avere maggiori informazioni.

Il double opt-in in Italia è la necessario per essere in regola con le normative, bisogna poi vedere se le normative siano effettivamente giuste…ma di questo magari ne parlerò un’altra volta..

I link nelle e-mail in html

Nella realizzazione delle e-mail in formato html è utile tenere presente un piccolo, ma fondamentale accorgimento che riguarda i link.

Quando si inserisce un link in una e-mail è sempre consigliabile mettere nel codice l’attributo target ed assegnargli il valore _blank.

Se è vero che qualsiasi client di posta elettronica apre una finestra del browser quando si clicca un link contenuto in una e-mail, non sempre questo accade con le web mail.

L’esempio principale è la posta di libero che apre il messaggio in un frame. In questi casi, l’assenza dell’attributo target con valore _blank, porterebbe all’apertura della pagina di destinazione del link nel frame di libero, con tre conseguenze principali:

1. Difficoltà di navigazione del sito di destinazione
2. Compromissione dell’immagine del sito che si intende promuovere
3. Rischio di perdere l’attenzione del destinatario che non riuscendo a navigare potrebbe chiudere la finestra.

Le e-mail targhettizzate garantiscono il successo

Un interessante articolo apparso oggi su e-Marketer fa emergere come l’accurata targhettizzazione dei messaggi e-mail sia in grado di fare la differenza. Le e-mail basate sulle preferenze espresse dai destinatari sono, per definizione, maggiormente rilevanti e si prestano meglio ad essere lette e cliccate.

L’articolo pubblica i dati di un’indagine svolta in america per valutare la percezione che i consumatori hanno delle e-mail. Il 58% degli intervistati afferma che le e-mail che riceve sono generalmente in linea con i suoi interessi. Questo dato fa segnare una crescita del 5% rispetto all’anno precedente.

Interessante anche il fatto che il 60% degli intervistati dichiari che le e-mail che riceve siano maggiormente targhettizzate rispetto all’anno precedente. Nel 2005 questa percentuale era al 57%.

Altro dato, forse scontato, è quello che il 78% degli intervistati ha dichiarato di non utilizzare l’email aziendale per ricevere offerte.

E’ importante quindi comunicare con i nostri clienti tenendo in considerazione le loro esigenze. Il messaggio deve essere sempre un giusto equilibrio tra quello che il cliente vuole ricevere e quello che noi vogliamo fargli sapere, come già detto parlando della personalizzazione dei contenuti.

Pulizie di primavera nelle liste di indirizzi

Uno dei principali problemi che si riscontrano nell’ambito delle attività di e-mail marketing è quello di mantenere vive le liste di contatti. Per mantenere vive intendo eliminare quei contatti che non hanno mai letto o cliccato le email invategli.

Mantenere questi contatti nelle liste di spedizione comporta un duplice effetto negativo: il primo è uno spreco di risorse (economiche e tecnologiche) in fase di invio, il secondo è un peggioramento delle performance assolute della campagna in termini di tassi di apertura e click.

Un trucco semplice e rapido per fare le pulizie di primavera nelle liste di contatti è quello di individuare i contatti “inattivi” e inserirli in un apposita lista di invio.

Il secondo passo è quello di creare e inviare una e-mail in formato testo a tutti i contatti inseriti nella nuova lista. L’e-mail dovrà essere caratterizzata dalla presenza di un reoptin-link, di link alle ultime newsletter o offerte inviate e la possibilità di cancellarsi definitivamente dalle liste.

Il reoptin-link può gestire una nuova iscrizione in automatico o, meglio, può inviare ad una pagina in cui il destinatario del messaggio può modificare i suoi dati di iscrizione e indicare le preferenze circa le informazioni che intende ricevere. E’ chiaro che una pagina di questo genere è utilissima nell’ottica della profilazione.

Il terzo passo è quello di monitorare l’andamento della campagna ed eliminare in modo definitivo i contatti che non hanno letto o risposto al messaggio.

Questo piccolo accorgimento permette di ottimizzare gli invii successivi e di incrementare le performance delle campagne.